Che sia un bel viaggio

Ognuno cerca i suoi 15 minuti di celebrità. O, più semplicemente, ritiene di avere delle cose da dire. E visto che non è più necessario pubblicare un articolo o un libro per farlo, o apparire in televisione in inutili comparsate, è bene usare gli strumenti che la tecnologia ci regala. Facebook (ci sono), Twitter (non ci sono) e (Perché no? Mi son detto) un blog.

Dove fare cosa? Semplicemente essere. Ma senza nessuna autoreferenzialità. Essere in comunità. E quale comunità più grande, più democratica, più potente della “rete”. Metterci la faccia, pensare, confrontarsi o semplicemente dire qualcosa. Quello che penso, quello che mi piace, quello che NON mi piace, quello che mi va.

E non da giornalista, quale sono, ma da persona fisica e, si spera, pensante. Che ha superato la soglia dei 35 ma non si sente addosso il peso dei 40. Che non vuole solo raccontare (ma anche, direbbe Veltroni) ma commentare, esprimere, vivere il sè anche attraverso l’esperienza comunitaria della rete.

Cosa mi aspetto da questo? Niente di diverso da quello che si attende qualcuno che lancia un messaggio in una bottiglia. Che la parola viaggi, che il pensiero faccia pensare. E che sia un bel viaggio.

Enrico

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One response to “Che sia un bel viaggio”

  1. Antonio says :

    E bravo, riferimento a veltroni a parte. Blogga, blogga. Ti ho riservato un segnalibro sul browser.

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