Europei 2012: salvati in calcio d’angolo. Ma c’è chi sta peggio

Si ricomincia dove eravamo rimasti. Parliamo di calcio, per intendersi. L’Italia inizia le sue qualificazioni per gli europei 2012 in Polonia e Ucraina e lo fa strappando con dolore e sofferenza un successo all’Estonia, squadra di gran fisico ma che finisce spesso col litigare con il pallone fra i piedi.

Si vede da subito che l’Italia ha paura di non farcela anche stavolta. E che per non sbagliare si blocca nel suo diligente schema tattico, nel quale i giocatori sono più preoccupati di mantenere la posizione (sembra di vedere i giocatori del Subbuteo) che di attaccare gli spazi. Un compitino che regge il pareggio finché Sirigu, anche senza Jabulani, si incarta in una presa non impossibile e regala a Sergei Zenyov (gioca in Ucraina, nel Karpaty L’viv) la palla dell’1-0. Ancora una volta andiamo in svantaggio e la maledizione del 2010 incombe sugli azzurri, poveri di idee nonostante Cassano.

Nel secondo tempo sembra di vedere una partita di calcio dilettanti. Un disastro che non sembra avere fine, come indicano anche la faccia di Prandelli e del suo assistente Pin. E allora gli ospitali estoni, vedendoci in difficoltà, decidono di darci una mano con la loro proverbiale accoglienza. Calcio d’angolo dalla destra, e Cassano solo soletto (e di testa) spinge la palla in rete. Calcio d’angolo dalla sinistra, tacco di Cassano in area piccola e Bonucci fa il 2-1. Finita lì, salvo il solito “cagotto” finale nelle mischie difensive che non ci neghiamo mai. Dato positivo: i tre punti e una decente prestazione degli esterni Cassani e Molinaro (ed è tutto dire). Dato negativo: senza Buffon è un casino e se non ci scrolliamo di dosso la sindrome de “il calcio italiano è in crisi” è ancora peggio.

Breve notazione sulla telecronaca della Rai. Via Civoli è stato pescato in radio Bruno Gentili. Che racconta la partita come se non la vedessimo. E allora tanto vale sintonizzarsi su Radio Uno e portare la fidanzata a fare un giro in macchina. Inoltre sul calcio d’angolo dell’1-1 viene lanciato un improvvido spot che ci permette di vedere il gol soltanto al replay. Idem come sopra, meglio la radio. E poi sentire nominare il portiere della nazionale per tre quarti di partita SIRGU invece di SIRIGU è semplicemente fastidioso. Come quando durante il mondiale il telecronisca Sky sbagliava in continuazione l’accento dei giocatori argentini: Tevèz invece di Tèvez ad esempio. Almeno preparatevi un po’ prima della partita. Si rimpiange quasi il teutonico racconto del match del buon Stefano Bizzotto che nel pomeriggio ha seguito l’under 21 a Sarajevo. Alternando fasi soporifere in cui ha snocciolato la biografia dei giovani bosniaci a momenti di eccessiva esaltazione come al momento del gol vittoria di Soriano (che bel nome per un calciatore, per noi tutti adepti del mitico Osvaldo).

Tornando alle qualificazioni nel nostro girone ci sono state altre due vittorie in trasferta. La Serbia ne ha rifilate tre alle Isole Far Oer, nostra prossima avversaria (martedì a Firenze), ma è andata in vantaggio con un meraviglioso assist di mano per Lazovic (quello dello Zenit San Pietroburgo di Spalletti). Poi Stankovic ha infilato una punizione nel sette e al 90′ quel pennellone inguardabile (stilisticamente) di Zigic ha fatto tris. Sorpresa nell’altra sfida, con la vittoria dell’Irlanda del Nord in Slovenia (che avevo visto bene in amichevole con l’Australia, soprattutto per il grande apporto del pubblico): decide un ventenne con le efelidi che è nella rosa del Manchester United, compagno di panca o di tribuna del “nostro” Macheda: si chiama Corry Evans e ci ha messo tre minuti, dopo essere subentrato a Healy (uno che ha rischiato di eliminare la Spagna dagli scorsi europei, che poi le Furie Rosse hanno vinto), per metterla dentro.

Negli altri gruppi

Se Atene non ride, Sparta piange lacrime amare. La Francia di Laurent Blanc dimostra che forse il problema non era proprio l’allenatore Domenech. La Bielorussia vince allo Stade de France con un gol di Kislyak (subentrato a Kutuzov) a quattro minuti dalla fine e prolunga la crisi dei galletti. L’altra delusione è il Portogallo (che schiera Quaresma al posto di Cristiano Ronaldo infortunato!) contro Cipro: due volte sotto, due volte recupera; due volte avanti due volte raggiunta. Per un 4-4 finale da scapoli e ammogliati. Pari anche per la prima Grecia del post-Rehhagel (c’è Fernando Santos in panchina) che recupera nel secondo tempo un pareggio interno con la Georgia. Non risorge la Romania, fermata in casa dagli albanesi. Malino anche la Russia, che ne fa solo due ad Andorra e l’Eire del buon Trap che fatica a violare il campo di Erevan in Armenia.

Qualche nota lieta? L’Inghilterra (tripletta di Defoe, gol di Adam Johnson) che travolge a Wembley una impalpabile Bulgaria. Non giudicabili le goleade di Olanda (Huntelaar fa tripletta liberatosi dal peso della maglia rossonera) a San Marino e della Spagna campione del mondo al Lichtenstein. La Germania? Ringrazia Klose, ma il Belgio è in crescita con i suoi giovani figli di immigrati.

Si torna in campo martedì e si inizia a vedere qualcosa di interessante: Serbia – Slovenia, Croazia – Grecia, Norvegia – Portogallo, Bosnia Erzegovina – Francia e Svizzera – Inghilterra su tutte. Enjoy.

PS: queste le parole di Gentili dopo il gol perso per aver lanciato la pubblicità: “Immediata la replica azzurra sul mini-break”. Si commenta da solo. No?

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