La leggenda del santo calciatore

Manuel Garnica. Tenete a mente questo nome. Potrebbe essere il primo calciatore nella storia a diventare santo. E non certo per le sue gesta pedatorie, di cui peraltro ben poco è dato sapere. Ma per l’essere stato un “martire” della guerra civile spagnola.

Nato a Madrid, Manuel vinse con la maglia dell’Athletic Bilbao (non ancora club basco militante) il campionato spagnolo del 1911. In maglia biancorossa ha poi giocato fino al 1916 prima di dedicarsi ad attività, per l’epoca, più redditizie: la professione di avvocato, la gestione delle proprietà terriere nel centro della Spagna fra Madrid e Barcellona. Una zona calda quando nel luglio 1936, dopo il colpo di stato militare il paese si spaccò in due, fra sostenitori dei nazionalisti e Fronte Popolare. Le terre di Garnica, infatti, erano proprio sul fronte delle due zone controllate dagli opposti schieramenti. E lui, naturalmente conservatore, ci finì in mezzo e venne fucilato nel 1939, insieme ad altri 41 prigionieri dopo una lunga prigionia. Ed entrò a far parte dei cosiddetti “Martiri della Crociata”, fra cui anche alti prelati ed esponenti del clero spagnolo, che la Conferenza Episcopale ha proposto per il processo di beatificazione. Che, per i martiri, pare sia più semplice in quanto non è necessaria la prova di miracoli compiuti.

Ma al di là della curiosità della leggenda del santo calciatore restano molti, soprattutto in Spagna, i dubbi sulla interpretazione storica di questa presunta Crociata. Così scrive Juliàn Casanova, professore ordinario di storia contemporanea all’Università di Saragozza, peraltro originario proprio della provincia dove si svolsero i fatti: “La Chiesa della Crociata, la Chiesa di Franco, quella della vendetta, si è appellata ai valori cattolici tradizionali, primitivi, nell’intento di ricattolicizzare la Spagna, la sua Spagna, con i metodi più repressivi e violenti che ha conosciuto la nostra storia contemporanea. La Chiesa può continuare a beatificare i suoi “martiri della Crociata”. Le voci del passato le ricorderanno sempre che, oltre che martire, è stata anche boia. La Chiesa cattolica spagnola con i “rossi” consumò una lunga e crudele vendetta. Niente di esemplare per essa in quel passato. Anche se le rimangono sempre i suoi martiri” (Juliàn Casanova, La Chiesa di Franco, Editorial Crìtica).

Ogni commento è superfluo, ogni critica alla ricostruzione storica affidata a chi di storia si occupa.

Foto tratta dal blog “Periodismo de futbol internacional) arogeraldes.blogspot.com da cui ho tratto spunto per la notizia

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