Bossa nova per la fine dell’estate

Finisce l’estate, prima di quanto vorremmo. Eppure. Anche l’autunno, che poi è la stagione in cui sono nato (e ne sono felice), è una stagione che può fare ballare e cantare. Una bossa-nova, magari. Di Tom Jobim che, a stagioni invertite, non è pioggia di novembre (cit. la canzone di Capossela) ma pioggia di marzo. Ecco versione originale (e video incredibile con Elis Regina e l’autore), traduzione letterale mia, versione di Ivano Fossati (con video).

Che anche l’autunno, come il resto del viaggio, sia propizio.

Aguas de março – Tom Jobim

É pau, é pedra
É o fim do caminho
É um resto de toco
É um pouco sozinho
É um caco de vidro
É a vida, é o sol
É a noite, é a morte
É um laço, é o anzol
É peroba no campo
É o nó da madeira
Caingá candeia
É o matita pereira
É madeira de vento
Tombo da ribanceira
É o mistério profundo
É o queira ou não queira
É o vento ventando
É o fim da ladeira
É a viga, é o vão
Festa da cumeeira
É a chuva chovendo
É conversa ribeira
Das águas de março
É o fim da canseira
É o pé, é o chão
É a marcha estradeira
Passarinho na mão
Pedra de atiradeira
É uma ave no céu
É uma ave no chão
É um regato, é uma fonte
É um pedaço de pão
É o fundo do poço
É o fim do caminho
No rosto um desgosto
É um pouco sozinho
É um estepe, é um prego
É uma conta, é um conto
É um pingo pingando
É uma ponta, é um ponto
É um peixe, é um gesto
É uma prata brilhando
É a luz da manhã
É o tijolo chegando
É a lenha, é o dia
É o fim da picada
É a garrafa de cana
O estilhaço na estrada
É o projeto da casa
É o corpo na cama
É o carro enguiçado
É a lama, é a lama
É um passo, é uma ponte
É um sapo, é uma rã
É um resto de mato
Na luz da manhã
São as águas de março fechando o verão
É a promessa de vida no teu coração
É pau, é pedra
É o fim do caminho
É um resto de toco
É um pouco sozinho
É uma cobra, é um pau
É João, é José
É um espinho na mão
É um corte no pé
São as águas de março fechando o verão
É a promessa de vida no teu coração
É um passo, é uma ponte
É um sapo, é uma rã
É um belo horizonte
É uma febre terçã
São as águas de março fechando o verão
É a promessa de vida no teu coração

Piogge di marzo

E’ legno, è pietra, è la fine del viaggio
è un resto di un ceppo, è un tipo solitario
è un coccio di vetro, è la vita, è il sole
è la notte, è la morte, è un nodo, è l’amo
e l’albero in un campo, è il difetto nel legno
candela degli indios, è il folletto delle fiabe

E’ il flauto, tuffo dalla riva
è il mistero profondo, è il vorrei o non vorrei
è il vento che soffia, è la fine della discesa
è la trave, è il vuoto, taglio del nastro
è la pioggia che piove, il parlare coi fiumi
delle piogge di marzo, è la fine della fatica

E’ il piede, è la terra, è la marcia forzata
uccellino nella mano, pietra nella fionda
è un uccello nel cielo, è un uccello per terra
è un ruscello, è una fonte, è un pezzo di pane
è il fondo del pozzo, è la fine del viaggio
sul viso il disgusto, è un po’ solitario

E’ brughiera, è un chiodo, è un conto, è un racconto
è una goccia che gocciola, è un conto, è un punto
è un pesce, è un gesto, è argento che brilla
è la luce della mattina, è il mattone che arriva
è la legna, è il giorno, è la fine del percorso
è la caraffa di liquore, la buca nella strada
è il progetto di casa, è il corpo nel letto
è la macchina che non va, è il fango, è il fango
è un passo, è un ponte, è un rospo, è una rana
è il resto della gramigna nella luce della mattina
sono le piogge di marzo che chiudono l’estate
è la promessa di vita nel tuo cuore.

é un cobra, è un bastone, è Giovanni, è Giuseppe
è una spina nella mano, è un taglio nel piede
Sono le piogge di marzo che chiudono l’estate
è la promessa di vita nel tuo cuore.

E’ legno, è pietra, è la fine del viaggio
è un resto di un ceppo, è un tipo solitario
è un passo, è un ponte, è un rospo, è una rana

E’ un bell’orizzonte, è una febbre terzana
Sono le piogge di marzo che chiudono l’estate
è la promessa di vita nel tuo cuore

La pioggia di marzo – Ivano Fossati

E’ mah è forse è quando tu voli, rimbalzo dell’eco è stare da soli
è conchiglia di vetro, è la luna e il falò
è il sonno e la morte è credere no
margherita di campo è la riva lontana
è la riva lontana è, ahi! è la fata Morgan
è folata di vento onda dell’altalena un mistero profondo
una piccola pena
tramontana dai monti Domenica sera è il contro è il pro
è voglia di primavera
è la pioggia che scende è vigilia di fiera è l’acqua di marzo
che c’era o non c’era
è si è no è il mondo com’era è Madamadorè burrasca passeggera
è una rondine al Nord la cicogna e la gru, un torrente una fonte
una briciola in più
è il fondo del pozzo è la nave che parte un viso col broncio
perché stava in disparte
è spero è credo è una conta è un racconto una goccia che stilla
un incanto un incontro
è l’ombra di un gesto, è qualcosa che brilla il mattino che è qui
la sveglia che trilla
è la legna sul fuoco, il pane, la biada, la caraffa di vino
il viavai della strada
è un progetto di casa è lo scialle di lana, un incanto cantato
è un’andana è un’altana
è la pioggia di marzo, è quello che è
la speranza di vita che porti con te
è la pioggia di marzo, è quello che è
la speranza di vita che porti con te
è mah è forse è quando tu voli rimbalzo dell’eco
è stare da soli
è conchiglia di vetro, è la luna e il falò
è il sonno e la morte è credere no
è la pioggia di marzo, è quello che è
la speranza di vita che porti con te
è la pioggia di marzo, è quello che è
la speranza di vita che porti con te

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