Perché tutto quello che si piange non è amore – Orfeo ed Euridice (reprise)

Lo so, forse diventa un’ossessione. Eppure è un mito. Una storia che non è mai accaduta. Una metafora della vita che ogni giorno vediamo quando si alternano le stagioni. Ma perché Orfeo si volta a guardare Euridice e la lascia all’Ade? Ecco altre due risposte in poesia. E’ lei a chiederlo. E’ la primavera che ha conosciuto il freddo dell’inverno che non pensa di poter più tornare ad essere come prima.

Euridice a Orfeo – Robert Browning

Sì, dammi la bocca, gli occhi, la fronte,
e insieme mi prendano ancora – un solo sguardo
ora mi avvolgerà per sempre
per non uscire mai dalla sua luce,
anche se fuori è tenebra.
Tienimi sicura, avvinta
al tuo sguardo eterno. Le pene
d’un tempo, dimenticate, e il terrore
futuro, sfidato – non è mio
il passato né il futuro – guardami!

Euridice a Orfeo – Marina Cvetaeva

Per chi ha sciolto gli ultimi brandelli
del velo (né guance, né labbra!…)
non è forse abuso di potere
Orfeo che scende all’Ade?

Per chi ha slegato gli ultimi anelli
del terrestre… e sul talamo ha lasciato
l’alta menzogna del vedere in volto
e in dentro guarda – il nuovo incontro è spada.

È già pagato – con tutte le rose
del sangue – questo netto taglio
d’immortalità…
Fino all’alto Lete
amante tu – io chiedo a te la pace

della non memoria… Giacché in questa casa
illusoria tu, vivo, sei fantasma, e vera
io, morta… Che posso dirti – oltre:
“Dimentica e abbandonami!”

Non riuscirai a turbarmi! Non mi farò portare!
Non ho neanche mani! Né labbra
da posare! Dal morso di vipera dell’immortalità
la passione di donna prende fine.

È già pagata – ricorda le mie urla! –
questa distesa estrema.
Orfeo non deve scendere a Euridice.
I fratelli – turbare le sorelle.

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One response to “Perché tutto quello che si piange non è amore – Orfeo ed Euridice (reprise)”

  1. Daniel V. Kevorkian says :

    Questi versi sono bellissimi, soprattutto la richiesta di pace

    […]
    È già pagato – con tutte le rose
    del sangue – questo netto taglio
    d’immortalità…
    Fino all’alto Lete
    amante tu – io chiedo a te la pace

    della non memoria… Giacché in questa casa
    illusoria tu, vivo, sei fantasma, e vera
    io, morta… Che posso dirti – oltre:
    “Dimentica e abbandonami!”
    […]

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