Non sempre addio è l’ultima parola – Gabriel Garcìa Marquez e Piero Ciampi

Ho sempre amato la fine di un libro. Non solo, ci ho sempre creduto. Mi sono sempre immaginato vestito in lino bianco, con un cappello coloniale, sulla prua di un traghetto che issava la bandiera del colera sostenere quel dialogo. Ma una cosa è il cinema, una la vita. E’ più probabile, assai più probabile, che le cose finiscano come nella canzone di Piero Ciampi, che di recente ho ascoltato in un altro “explicit”, quello del concerto dei Zen Circus al Mèlos di Pistoia. La realtà e il resto, si potrebbe dire. Buonanotte.

Explicit – L’amore ai tempi del colera (Gabriel Garcìa Marquez)

Il capitano guardò Fermina Daza e vide sulle sue ciglia i primi bagliori di una brina invernale. Poi guardò Florentino Ariza, il suo dominio invincibile, il suo amore impavido, e lo spaventò il sospetto tardivo che è la vita, più che la morte, a non avere limiti.

“E fin quando crede che possiamo proseguire questo andirivieni del cazzo?” gli domandò.

Florentino Ariza aveva la risposta pronta da cinquantatrè anni, sette mesi e undici giorni con le loro notti.

“Tutta la vita” disse.

Adius – Piero Ciampi

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