Esterina – Rock ai margini del bosco

Il mio ultimo pezzo prima di entrare nel turbinio del calcioscommesse. Il primo mio articolo in questo blog. Perché voglio bene agli Esterina.

Esterina, il rock ai margini del bosco

Si dice sempre che ripetersi è difficile. Non sembra così per gli Esterina, gruppo rock di Massarosa che è pronto al lancio della sua seconda fatica, “Come Satura”, nei negozi di dischi dal prossimo 10 giugno. A tre anni da “Diferoedibotte”, album di esordio del gruppo, Fabio Angeli, Giovanni Bianchini, Michele Vannucchi, Lorenzo Del Grande e Massimiliano Basso fanno un ulteriore salto di qualità. E lo dimostrano nel sound e nei testi, confermandosi portatori unici di questo rock rurale che ne rappresenta il marchio di fabbrica. Quello degli Esterina, infatti, è il sound della bonifica, come si legge anche nel sito internet del gruppo (dove è possibile ascoltare in anteprima alcuni brani del nuovo disco e prenotarlo), per cui “la musica e le parole come la terra nera strappata all’acqua e alle zanzare”. Ed è un suono che viene dalla terra e che, per questo, è stato anche registrato in un podere ai margini del bosco. Della terra umida, delle fatiche dei padri, delle difficoltà dei figli (nei rapporti, nel lavoro, negli amori) si sentono echi nei testi duri e diretti, che vanno dalla canzone di tradizione popolare al rock più elettrico senza dimenticare la musica impegnata. Come in “12 agosto”, un altro modo di raccontare la tragedia di Sant’Anna di Stazzema, una delle tracce più intense dell’intero album. Che gli appassionati del gruppo di Fabio Angeli hanno potuto ascoltare in anteprima in tre serate dal vivo a Roma, La Spezia e Forte dei Marmi (nella splendida e intima cornice del teatro dei Favolanti di via Carrara, domenica sera). Atmosfera ideale per assaporare, come nel salotto di casa, un prodotto che di sicuro non è di fruibilità immediata ma che trasporta chi lo ascolta in un mondo che è tutto nostro, che è sudore di lavoro, vuoto di attesa, angoscia di ultimo saluto e di rimpianto per quello che non è o non è stato. Fra tutte, spicca la splendida “Oceano”, una canzone d’amore perduto (“Pensa che famiglia avreste fatto l’un per l’altra/Gliel’avresti chiesto tutto questo che non chiami possesso”) e di speranze mal riposte e disattese.
“Come satura”, che nel titolo richiama la passione per Montale che connota anche il nome del gruppo, ma che è anche il segnale di un miscuglio di temi, stili e linguaggi diversi (come gli accordi degli strumenti, che cambiano in ogni pezzo rendendo ancora più complicate le esecuzioni dal vivo), è la conferma di quanto già si conosceva degli Esterina. E dopo il live unplugged (o meglio senza corente, come lo hanno definito in slang massarosese, forma che ricorre anche nei testi delle canzoni) “Indecorose”, è un altro lavoro che lancia Fabio Angeli & Co. nel panorama delle realtà più interessanti del panorama musicale contemporaneo. E che sa solo di inizio di una brillante carriera ricca di soddisfazioni.

L’attesa – Esterina

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