Viaggio – Come se fosse un diario (giorni 10, 11 e 12)

Gli ultimi tre giorni non ve li racconto, semmai farò parlare le fotografie. Basti sapere che ho esaurito in lungo e in largo la parte turistica e non turistica di istanbul, almeno quella che si estende sul Bosforo e sul Corno d’Oro via, con una puntatina verso il mar di Marmara e una verso il mar Nero.

Sono stati anche giorni di partenze e di nuovi arrivi, di conoscenze e parole e anche di qualche spesa imprevista (macchina compresa, mi è arrivato il conto proprio mentre sono in vacanza, acci e poi picchia). Perché non bisogna mai finire in un bazaar con qualche spicciolo in tasca.

Non racconterò, dicevo, ma mi soffermerò su due dettagli che mi hanno colpito.

Uno: il tema della violenza sulle donne. Ho assistito a due scene particolari sul tram. Nel primo caso una ragazza ha mollato uno schiaffone a un giovane e ha poi spiegato con eloquenti gesti ai presenti che il tale non si sarebbe limitato alla classica mano morta. La mano sarebbe stata proprio viva, in particolare un dito, che sarebbe andato a cercare una parte sensibile in mezzo alle gambe della donna. Grandi urla, grandi discussioni, diti puntati verso il reo, ma la cosa è finita lì. Stessa scena, ex post, alla fermata del tram, con tanto di polizia cui veniva raccontato un episodio analogo. Poliziotti impassibili, cittadini pronti a intervenire come se si trattasse di un comizio, tanti urli e strepiti. E siamo pure sotto Ramadan…

L’altra cosa sono i tentativi di adescamento a scopo truffa. Me lo avevano già raccontato ma avevo dimenticato. Ci sono persone, vestite per bene e gentili, che prima si mettono a parlare con te, poi ti invitano a bere per poi salassarti con il conto e fare a mezzo con il titolare. Per fortuna avevo letto su una guida di queste cose e comunque la mia diffidenza è sempre a un livello di guardia molto alto. Ma di sicuro con uno sconosciuto, io, su un taxi non ci sarei mai salito. Ma penso a quanti ci caschino e a quanti le vacanze vengono rovinate così. E tutto sfruttando il fatto che generalmente i turchi sono gente disponibile e molto cordiale. Peccato.

Stasera riparto. Destinazione Nis (o Nissa che dir si voglia), quindi Skopje, poi sarà il caso di iniziare a pensare di tornare. E al contrario di quello che si possa pensare non lo penso come un dispiacere. C’è un tempo per divertirsi e uno per lavorare, uno per sé stessi, uno per la famiglia e gli amici. Altrimenti non se ne capirebbe la differenza.

PS: Mi piacerebbe venire a stare una settimana a Kanlica, un posto residenziale con ville con piscina e attracco per la barca sul Bosforo. E poi fanno anche lo yogurt buono.

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