Lucca Comics and Games 2011, 155mila persone fra sorrisi e fumetti. E ora?

A Lucca 155mila sorrisi per le vie del centro storico. E una città che per cinque giorni ha cambiato volto, mostrando le sue qualità e le sue bellezze. E tutte le sue potenzialità, non sempre sfruttate per un presunto istinto di sopravvivenza e un nemmeno troppo celato desiderio di autosufficienza.

La folla per le via di Lucca. Foto di Andrea Antoni per http://www.luccacomicsandgames.com

 

Ma cosa sono diventati i Comics nel 2011? Non più una mostra del fumetto e del gioco intelligente. Troppo grandi le dimensioni, troppo importante la location per potersi limitare a questo. Neanche soltanto una fiera, perché l’evento abbraccia troppe diverse dimensioni per farsi racchiudere in questa definizione. Lucca Comics and Games è tante cose e tutte insieme. Ed è sostanzialmente un evento ormai internazionale che richiama grandi autori, grandissime aziende multinazionali e un pubblico che, ogni anno, deve essere gratificato con novità e iniziative in grado di convincerlo a farlo ritornare anche l’anno successivo. E così il traguardo delle 200mila presenze potrebbe anche non essere così remoto.

Ma i contenuti? E’ ormai evidente che le due principali realtà di Lucca Comics sono entità a sè stanti e con futuro e vocazioni completamente diverse. Da una parte i Games, sempre più grandi, sempre più pletorici. Una serie di padiglioni dove il gioco tradizionale si mescola all’elettronica, dove il gioco di ruolo diventa componente fondamentale e indipendente e dove la componente culturale, che dovrebbe restare centrale in ogni fiera o mostra che si rispetti, rischia, prima o poi, di lasciare spazio al semplice appuntamento di promozione e mercato. In grande stile, si intende, e con grande ritorno commerciale per chi vi partecipa. Ma i grandi ospiti, le mostre, i guest of honor rischiano davvero di essere cannibalizzati e surclassati dal richiamo, rumoroso e totalizzante, proveniente dagli stand delle grandi case internazionali di produzione di videogames e prodotti dedicati al puro intrattenimento. Anche se l’organizzazione di quest’anno, il maggiore spazio e la netta separazione delle diverse aree ha permesso sicuramente una distinzione, anche visiva, dei settori che compongono il complicato mondo del gioco.

Discorso diverso, invece, va fatto per tutto quanto attiene al mondo del fumetto. Il settore Comics attira ancora un gran numero di appassionati del genere, ma, anche qui, rischia di perdere il filo. Innanzitutto perché presentazioni e incontri con gli autori, relegati a Palazzo Ducale o in Camera di Commercio, dialogano con difficoltà con il mondo degli standisti e delle case editrici, nonostante una migliore comunicazione e un programma ben compilato (e promosso anche da grandi cartelloni all’esterno dei padiglioni, che hanno facilitato anche lo spostamento della gente all’interno della città e delle diverse aree) invogliassero in continuazione alla partecipazione agli eventi. Come secondo elemento balza all’occhio lo scarso ruolo che ricoprono le produzioni indipendenti, quelle senza grande marchio ma di grande valore culturale sia come superficie occupata sia come posizionamento all’interno dei padiglioni. E anche come visibilità generale, se è vero che i premi dedicati al fumetto sono andati tutti a case editrici ben note nel panorama del fumetto nazionale (Coconino, Panini, ReNoir, Bd e Tunuè). Ed anche le mostre, allestite nelle splendide sale di Palazzo Ducale, rimangono fuori dal grande giro della comunicazione e della promozione che ruota intorno al mondo dei Comics, ed in cui anche i padiglioni dedicato alla vendita e allo scambio per collezionisti rimangono una realtà del tutto marginale.

Sulle mostre, in particolare, una digressione è d’obbligo. Va detto che, anche se forse non hanno avuto il successo che meritano, quest’anno erano davvero una più bella dell’altra. Dagli originali su tela delle due ipotesi di manifesto di Don Maitz su tema salgariano (uno dei più bei prodotti degli ultimi anni, sia come qualità sia come impatto), per proseguire nel mondo salgariano, con la presenza di autentiche “chicche” per gli amanti del genere. Ma non solo. Notevole l’allestimento dedicato alle graphic novel di Fior e Reviati e l’analisi di un settore quale quello del racconto per immagini che sta trovando sempre più appassioanti e lettori. E ancora la delicatezza del tratto, tradizionale ma allo stesso tempo molto intimista, di Jiro Taniguchi; i colori splendidi di Carll Cneut (colpevolmente dimenticato in ogni comunicazione e programma che parlasse delle mostre di Palazzo Ducale), in grado di trasportare immediatamente chiunque in un mondo fatto di clown ed elefanti, animali e improbabili esseri umani. Ambientazione perfetta e azzeccata anche per il Blacksad di Canales e Guarnido, con tanto di ricostruzione d’epoca dello studio da investigatore e per il V come Vendetta di David Lloyd. Infine posto d’onore per l’Artist Guest of Honor 2011, Paolo Barbieri, che forse per le sue creazioni avrebbe meritato una sala più dark rispetto alla galleria degli Ammannati.

Paolo Barbieri a lavoro. Foto di Andrea Brogi per http://www.luccacomicsandgames.com

E tanto altro ancora ci sarebbe da dire. Dal Japan Palace, affollatissimo fin dal primo giorno nonostante qualcuno temesse che la collocazione distante dal fulcro degli eventi potesse pesare sul successo del salone. Al Cosplay, che ha colorato la città di personaggi e maschere sempre più sofisticate. A Music & Comics, che ha popolato di gente (finalmente) anche le mura urbane, che fra due anni compiono 500 anni senza mai essere state sfruttate a pieno (baluardi e sotterranei compresi). All’ultimo arrivato, Movie and Comics: troppo giovane per essere valutato Troppo pochi gli eventi per l’edizione 2011 e, ahimé, nessun rapporto con le proiezioni in Auditorium della Fondazione Banca del Monte di Lucca, dove pure sono andate in onda produzioni importanti e rimaste un po’ sotto silenzio come Transformers 3 alla presenza di Scott Farrar e Trigun The Movie in anteprima italiana.

Una partecipante al Cosplay 2011. Foto Sara Corso

Cosplayers sulle mura. Foto Sara Corso

E il futuro? Bisognerà ripensare alla collocazione degli stand in piazza San Michele, a questo punto off limits (ma solo per i Comics o per Natale e il Settembre Lucchese saranno tollerate eccezioni?). Anche i Games dovranno forse traslocare in altro luogo dall’ex Balilla, anche se il trasloco all’area dei vivai Testi non sembra una soluzione di breve periodo. Anche perché di mezzo ci sono le elezioni amministrative a Lucca e, in qualche modo e in qualche senso, i responsabili di Lucca Comics and Games potrebbero dover confrontarsi con nuovi interlocutori. Di certo c’è che la strada è quella giusta. E l’obiettivo è chiaro: 200mila persone per le vie di Lucca. Forse già dal 2012.

Annunci

Tag:, , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: