Le luci della centrale elettrica su XL con “C’eravamo abbastanza amati”

Toh, chi si rivede. Ha salutato a settembre con un megaconcerto al teatro Romano di Verona ed eccolo lì pronto, con nuovi progetti e idee da sviluppare. Vasco Brondi, alias “Le luci della centrale elettrica” ha annunciato ieri sul suo sito e sul profilo di Facebook un nuovo prodotto e un tour che partirà a dicembre e per due mesi girerà l’Italia. A lui la parola.

Il 28 novembre uscirà con XL una specie di EP che si è allargato fino a diventare una sorta di disco vero e proprio che si chiamerà C’eravamo abbastanza amati. Dentro c’è una canzone nuova, delle canzoni di altri rovinate e alcune registrate dal concerto al teatro Romano di Verona. Dall’inizio di settembre, finito il tour, ho lavorato ininterrottamente a queste idee sparse senza che avessero una precisa destinazione. 

Avevo scritto questa cosa durante l’estate, una canzone narrativa e con una sua strana spensieratezza, l’ho registrata in camera mia in un giorno, in presa diretta con Rodrigo al violino elettrico e al piano. Poi c’erano le canzoni degli altri che mi girano da sempre in testa che volevo fermare rovinandole a modo nostro e poi c’erano delle registrazioni dell’ultimo tour estivo che è stato per me particolarmente importante e che non volevo lasciare ferme in un hardisk.

Contemporaneamente è arrivata da XL questa proposta e quindi eccolo, tutto aveva una piccola destinazione. C’eravamo abbastanza amati, con un disegno di copertina di Marco Cazzato che ho avuto sul desktop del computer in questi mesi e che era nella mia testa il bianco sporco e i lineamenti ideali che fanno da sottofondo a tutto il disco.

Seguirà un tour invernale di una ventina di date, soprattutto nei posti che durante l’estate o durante tutto l’anno non siamo riusciti a raggiungere e quest’inverno invece li raggiungeremo.

E dopo il successo del film “Ruggine” e della sua colonna sonora “Un campo lungo cinematografico”, Vasco approda sul magazine più cool del panorama italiano. A passi veloci, con la sua voce sofferta, la cadenza ferrarese e una chitarra con il nome del gruppo scritto col pennarello sullo scotch. E qualche parola in più su questi cazzo di anni zero, questi anni di “lavoro mai” dove ogni piccola parola, ogni singola emozione siamo disposti anche a chiamarla felicità. Come potrà essere l’ascolto del suo nuovo disco. O una data del suo tour.

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